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Etica d’Impresa

­La Carta dei Principi Etici è un bagaglio culturale aziendale di vitale importanza e ogni dipendente di CEIT s.r.l., ditta di impianti elettrici di Civitavecchia, è chiamato ad ispirarsi ad essa nello svolgimento dell’attività lavorativa. CEIT ne promuove i principi anche all’esterno ed è parte della rete di imprese italiane aderenti al BUSINESS INTEGRITY FORUM: iniziativa promossa da Transparency International Italia per aumentare trasparenza, integrità e responsabilità nel settore economico del nostro Paese attraverso la collaborazione delle realtà coinvolte.
Impegno, integrità morale, trasparenza, tolleranza 0 alla corruzione, prevenzione del conflitto d’interessi, lealtà, responsabilità e cultura della legalità spiccano tra i principi fondamentali della Carta. CEIT li promuove con attività di informazione e di sensibilizzazione interne all’azienda ed esterne. In particolare, condanna la corruzione in ogni sua forma, riferita a ogni genere di obiettivo; s’impegna, ancora, a rispettare la Carta evitando l’insorgere di conflitti di interesse e – in ogni caso – ponendo in essere senso di responsabilità e trasparenza. La lealtà verso i colleghi e la massima responsabilità nell’esecuzione di tutte le attività caratterizzano il suo operato.

Coerentemente a una concezione trasparente dello svolgimento del lavoro, CEIT adotta Whistleblowing: uno strumento giuridico di tutela per chi intenda segnalare possibili condotte illecite delle quali si è testimone nell’ambiente operativo. All’interno dell’azienda vige la tutela e la sicurezza dei dati personali del segnalante.
L’azienda condivide alcuni punti essenziali che caratterizzano tale sistema di controllo:
1.le segnalazioni possono essere realizzate da dipendenti, collaboratori, partner commerciali, fornitori;
2.nelle segnalazioni rientra ogni comportamento oggetto di violazione di leggi, di regolamenti e di procedure aziendali interne, incluse le violazioni di norme del codice etico;
3.la segnalazione non è una denuncia; per essere valutata dev’essere circostanziata e basata su elementi acquisiti direttamente. Infine, dev’essere riscontrabile;
4.il destinatario delle segnalazioni può essere un individuo o una funzione specifica (es. Internal Audit, responsabile compliance, responsabile sicurezza, membro Organismo di Vigilanza). In ogni modo, il responsabile deve essere indipendente sia a livello di budget che gestionale rispetto al datore di lavoro. Il destinatario della segnalazione è chiamato a procedere ad un primo screening in termini di ammissibilità e ad avviare un’indagine interna, eventualmente anche in sinergia con altre strutture aziendali, se ricorrono elementi validi e sufficienti. Mantiene, comunque, riservata l’identità del segnalante. Formula un rapporto sulla segnalazione da inoltrare al datore di lavoro per eventuali provvedimenti interni. Durante il procedimento fornisce feedback periodici al segnalante;
5.una segnalazione può essere realizzata per mezzo di cassetta postale, indirizzo e-mail dedicato, linea telefonica e, ove possibile, piattaforma informatica che possa favorire il dialogo con il segnalante in un contesto di confidenzialità e sicurezza;
6.sono ammesse segnalazioni anonime il più circostanziate possibile. Per il segnalante è garantita la riservatezza dell’identità nei confronti di eventuali persone oggetto della segnalazione ma anche di terzi. A tal fine, sono necessarie azioni contro chiunque ponga in essere (o minacci di compiere) ritorsioni ai danni del segnalante. Opportuno sottolineare l’importanza del principio della tutela del segnalante anche nell’ambito del Codice Etico aziendale, se esistente.
7.Possono essere previste sanzioni verso coloro che abusino della procedura di segnalazione con informazioni deliberatamente diffamatorie; verso il destinatario delle segnalazioni che non proceda ad adeguate attività di verifica; verso eventuali soggetti che neghino la propria collaborazione al destinatario designato alla verifica delle segnalazioni stesse; verso coloro che pongano in essere o minaccino ritorsioni ai danni del segnalante.

CEIT aderisce, anche, ai Patti di Integrità: uno strumento per migliorare i rapporti tra partner commerciali, che fa leva sui valori della correttezza, della lealtà e della trasparenza nelle varie fasi dei rapporti contrattuali. Questi sono la valida alternativa – basata sul valore reputazionale d’impresa – a misure onerose e a strumenti burocratici. Un “patto” siglato tra soggetti che condividono missione e valori facendone derivare, anche, cultura della legalità e sana competitività.

In quanto aderente, CEIT si impegna a rifiutare offerte di denaro e altre utilità favorenti comportamenti sleali, illeciti o non corretti nelle pratiche di business; il coinvolgimento in operazioni che favoriscono riciclaggio di denaro e proventi di attività criminose; relazioni con imprese partecipanti a organizzazioni criminali o coinvolte in reati connessi ad attività terroristiche, sfruttamento del lavoro minorile, gravi violazioni degli obblighi relativi al pagamento di imposte, tasse e contributi previdenziali;
Nelle relazioni commerciali CEIT privilegia le imprese che adottano misure di prevenzione della corruzione e di promozione dell’integrità nella propria organizzazione anche mediante Codici etici o Modelli di organizzazione e gestione; le realtà sollecite al rispetto degli impegni contrattuali, attente alla completezza, veridicità e trasparenza delle informazioni rese ai partner commerciali e alla società civile; puntuali nella segnalazione di reciproci comportamenti non corretti nelle pratiche di business.